L’Elmo di Archia a Porta Marina: la nuova opera che racconta le origini di Siracusa
- veronicameriggi
- 29 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Da luglio 2026, davanti a Porta Marina, un elmo in bronzo richiama una storia iniziata quasi tremila anni fa. È l’Elmo di Archia a Siracusa, l’opera di Stefania Pennacchio dedicata al colono partito da Corinto e legato alla fondazione della città.
La scelta del luogo unisce passato e presente: Porta Marina segnava uno degli accessi a Ortigia, mentre l’elmo rimanda alle origini greche di Siracusa. Per capire il senso di questa nuova presenza bisogna quindi conoscere sia Archia sia la storia del punto in cui è stata collocata.

La nuova opera dedicata al fondatore di Siracusa
L’Elmo di Archia è stato inaugurato il 20 luglio 2026 nell’area verde davanti a Porta Marina, sul Foro Vittorio Emanuele II. La scultura, firmata da Stefania Pennacchio, rappresenta un elmo corinzio ed è realizzata in bronzo patinato, poggiato su una base in pietra.
La forma si riconosce subito: la calotta, la protezione per il naso e le aperture laterali riprendono il modello degli elmi utilizzati nel mondo greco. La superficie non cerca però di imitare un reperto archeologico. L’artista parte da un oggetto legato all’antichità e lo porta nello spazio urbano di oggi, in un punto attraversato ogni giorno da residenti e visitatori.
La scultura è stata promossa dal Comune di Siracusa e inserita in un percorso turistico e culturale finanziato dal Ministero del Turismo. La posizione davanti a Porta Marina crea un collegamento diretto con Ortigia: l’opera si trova vicino al porto e lungo uno degli accessi storici all’isola, dove il racconto della fondazione della città incontra la Siracusa di oggi.
Chi era Archia e come nacque Siracusa
Secondo la tradizione antica, Archia proveniva da Corinto e apparteneva alla famiglia dei Bacchiadi. Nell’VIII secolo a.C. guidò un gruppo di coloni verso la Sicilia e si stabilì sull’isola di Ortigia, dove nacque il primo nucleo della colonia greca di Siracusa.
La fondazione viene generalmente collocata nel 734 a.C., anche se le ricostruzioni possono variare di qualche anno. Le fonti antiche raccontano che Archia si fosse rivolto all’oracolo di Delfi prima della partenza. Dietro questo episodio leggendario si riconosce una pratica comune nel mondo greco: le spedizioni coloniali erano organizzate dalla città di origine e affidate a un capo, chiamato ecista, che aveva il compito di guidare il viaggio e fondare il nuovo insediamento.
La scelta di Ortigia rispondeva anche a ragioni concrete. L’isola era protetta dal mare, disponeva di approdi e si trovava in una posizione utile lungo le rotte del Mediterraneo. Da questo primo insediamento Siracusa si estese poi sulla terraferma, fino a diventare una delle città più importanti del mondo greco.
Il significato dell’elmo corinzio
L’elmo corinzio rimanda alla provenienza di Archia e dei coloni che partirono con lui. Non è quindi soltanto un richiamo al mondo militare: nell’opera diventa un segno delle origini greche di Siracusa e del viaggio da cui ebbe inizio la storia della città.
Stefania Pennacchio ha spiegato di aver lavorato sul rapporto tra passato e futuro, partendo dall’idea che una città non possa costruire la propria identità senza conoscere le sue radici. L’elmo riprende un simbolo dell’antichità, ma non viene presentato come una copia archeologica. La sua presenza a Porta Marina invita piuttosto a guardare la storia di Siracusa come qualcosa che continua a far parte del paesaggio e della vita della città.

Porta Marina, l’antico accesso a Ortigia
Porta Marina è una delle poche tracce rimaste del sistema di fortificazioni che per secoli ha protetto Ortigia. Costruita nel Quattrocento e rimaneggiata nel secolo successivo, permetteva di entrare in città dal lato del Porto Grande. La struttura in pietra bianca conserva ancora un’edicola con decorazioni di gusto catalano, uno degli elementi più riconoscibili della porta.
Il rapporto con il mare è rimasto evidente anche dopo la demolizione di gran parte delle mura. Da un lato si apre il Foro Vittorio Emanuele II, la passeggiata alberata che costeggia il porto; dall’altro, via Ruggero Settimo conduce verso il centro di Ortigia.
La collocazione dell’Elmo di Archia proprio in questo punto segue quindi un filo preciso. Chi attraversa Porta Marina entra nella parte più antica di Siracusa e incontra un’opera dedicata all’uomo che, secondo la tradizione, ne guidò la fondazione. L’elmo diventa così il primo richiamo alla storia greca della città.
Dove si trova l’Elmo di Archia
L’Elmo di Archia si trova nell’area verde davanti a Porta Marina, sul Foro Vittorio Emanuele II. L’opera è all’aperto e può essere vista liberamente durante una passeggiata lungo il porto o nel centro storico.
Dal nostro Algilà Ortigia Charme Hotel si raggiunge a piedi in circa 10-12 minuti. Partendo da via Vittorio Veneto, si può attraversare Ortigia in direzione di Piazza Archimede e proseguire poi verso via Ruggero Settimo, che termina proprio a Porta Marina. Il percorso è breve e permette di incontrare alcune delle strade e delle piazze più frequentate del centro.
La visita non richiede molto tempo e può essere inserita facilmente all’inizio o alla fine di un itinerario a piedi. Dal Foro Italico si può poi continuare lungo il mare oppure rientrare verso il cuore di Ortigia.
Cosa vedere nei dintorni di Porta Marina
Una volta raggiunta Porta Marina, diverse tappe si trovano a pochi minuti di distanza. Il Foro Italico corre accanto al Porto Grande ed è uno dei luoghi più piacevoli per una passeggiata sul lungomare. Procedendo verso l’ingresso di Ortigia si arriva invece al Tempio di Apollo, tra le testimonianze più antiche della presenza greca a Siracusa.
Tornando verso il centro si incontra Piazza Archimede, con la Fontana di Diana, mentre poco più avanti si apre Piazza Duomo. Qui si affacciano la Cattedrale di Siracusa, Palazzo Beneventano del Bosco e altri edifici che raccontano le diverse epoche attraversate dalla città.




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