L'ISOLA DI ORTIGIA
|L'ISOLA DI ORTIGIA| Fonte Aretusa| Judaica. Ebraismo a Siracusa| Lungomare| Piazza Archimede| Piazza Duomo|
| Palazzo Bellomo| San Giovanni Battista| Santa Maria della Concezione| Tempio di Apollo|
| La contemporanea presenza di una sorgente d'acqua fresca e di una rientranza
della costa, adatta a proteggere l'ancoraggio delle navi, attirò nel 734/33 avanti
Cristo i coloni greci di Cortino sull'isoletta (a quel tempo ancora penisola)
di Ortigia, in Sicilia. Qui i greci fondarono la città di Siracusa, cacciando i Siculi che avevano già popolato per secoli la zona prima di loro.
La scelta si rivelò felice, al punto che la neonata città iniziò dopo non molto
ad espandersi anche sulla terraferma, arrivando col tempo ad articolarsi in un
insieme di cinque nuclei principali, denominati "la pentàpoli", con una popolazione
complessiva tale (nell'ordine delle centinaia di migliaia di persone) da farne,
prima della conquista romana e della decadenza, una delle più grandi metropoli
del Mediterraneo antico.
Ortigia è uno dei pochi centri del Mediterraneo a conservare l'impianto urbanistico
greco in condizioni tali da essere ancora leggibile sulla mappa.
La struttura dei vicoli, nonostante più di due millenni d'evoluzione, rispetta
ancora l'orientamento "a pettine" che si irraggia da una via principale, la Via
Sacra (attuale Via Dione), che corre lungo il centro dell'isola. |
Una strada di Ortigia, di notte. |
Coi secoli la struttura abitativa è stata canonizzata attorno ai "ronchi" (vicoli) e ai cortili, dove la gente vive, all'aperto, la maggior parte della
giornata, mentre la casa è concepita come deposito degli attrezzi da lavoro e
rifugio notturno.
L'isola di Ortigia è grande poco più di un chilometro quadrato, ma al suo interno
si concentra una straordinaria densità di monumenti d'interesse storico ed artistico.
Un soggiorno non superficiale a Siracusa deve prevedere almeno tre giornate,
una delle quali da dedicare obbligatoriamente alla sola Ortigia, mentre una va
riservata ai tesori archeologici della terraferma.
Un po' del tempo va dedicato a passeggiare, semplicemente, per le strade, su cui si allineano palazzi barocchi che fanno
a gara nell'esibire balconi uno diverso dall'altro e uno più estroso e bizzaro
degli altri.
La passeggiata consigliata è quella che percorre verso destra la via su cui sorge
l'Algilà Ortigia Charme Hotel, la Via Vittorio Veneto, sulla quale si allineano palazzi barocchi ormai in gran parte restaurati, e
perfino qualche superstite palazzo gotico e rinascimentale.
Dopo poco la strada incrocia la "strada nobile" di Siracusa, sulla quale sorgono
i palazzi barocchi più ricchi e grandi.
Percorrendola verso destra si raggiunge Piazza Archimede, e lungo una strada che passa davanti a Santa Maria della Concezione, si arriva infine alla straordinaria Piazza del Duomo, da cui è possibile proseguire, trattandosi del centro città, verso qualsiasi
direzione. Consigliata una puntatina verso l'antico quartiere ebraico, la Giudecca.
Durante la passeggiata conviene entrare nei cortili, in alcuni dei quali le scalinate
sono vere quinte teatrali che non possono essere apprezzate dall'esterno. Fra
i molti consigliamo il cortile di
Palazzo Gargallo - vicinissimo all'
Algilà Ortigia Charme Hotel - che innesta il gusto scenografico barocco su elementi gotici preesistenti,
o quello di
Palazzo Bonanno, in via Maestranza 55, con un grandioso loggiato. Una visita a questo palazzo
vale la pena anche per il fatto che ospita provvisoriamente l'ufficio turistico
siracusano.
Un itinerario diverso è possibile percorrendo anziché il cuore dell'isola i suoi
margini, concedendosi una rilassante passeggiata sul
lungomare, ricco di punti d'interesse turistico e di antichi monumenti storici.
E non ci si dimentichi di prendersi il tempo per sedervi al tavolino di un bar
per gustarvi un "
latte di mandorle" fresco o, se la stagione lo consiglia, una
granita siciliana, o magari farsi tentare dalle
golosità della pasticceria siciliana, venduta da molte botteghe artigiane presenti ad Ortigia.
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